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La fauna selvatica in Abruzzo: danni, incidenti e paure.

La fauna selvatica in Abruzzo: danni, incidenti e paure.

Dalla giornata seminariale della CIA una risposta: ci sono le condizioni per un nuovo modello di gestione.

Una sala attenta e stracolma, oltre 250 partecipanti; sette ore di relazioni, comunicazioni ed interventi hanno dimostrato che è possibile mettere insieme tutte le componenti interessate per lavorare, responsabilmente, alla costruzione di un progetto unitario sui danni da fauna selvatica per passare dalla drammatica situazione di emergenza, economica e sociale, alla creazione di un nuovo modello.

L’obiettivo fondamentale auspicato e perseguito dalla CIA d’Abruzzo è stato raggiunto.

Tocca ora all’Assessorato e, in prima persona, all’Assessore regionale all’Agricoltura essere promotori e protagonisti di un percorso per la concretizzazione di una strategia per la creazione di nuove opportunità  per l’agricoltura, il territorio e l’ambiente e per restituire certezze e prospettive a migliaia di aziende agricole e serenità alle popolazioni.

Le esperienze realizzate ed i risultati ottenuti in diverse realtà del paese; la disponibilità espressa dalle rappresentanze agricole, venatorie e ambientaliste, dai Parchi e dalle Istituzioni abruzzesi, il contributo dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) rappresentano un patrimonio su cui costruire, in Abruzzo, un nuovo modello di gestione della fauna selvatica.

Sono stati in tanti a contribuire alla piena riuscita della giornata seminariale, voluta e realizzata dalla CIA d’Abruzzo, aperta con una presentazione del Presidente regionale Mauro Di Zio e conclusa da Secondo Scanavino, Presidente nazionale della Confederazione.

Gli aspetti affrontati, raggruppati per capitoli, hanno riguardato:

-     la gestione delle popolazioni di cinghiale in Italia ed il conflitto con il mondo agricolo, i danni arrecati alle colture agricole, la normativa vigente in materia di fauna selvatica e le proposte per migliorare la gestione degli ungulati in Italia,  temi affrontati dai tecnici  dell’ISPRA  Barbara Franzetti, Francesco Riga, Silvano Toso;
-     l’esperienza dell’Emilia Romagna: la gestione della fauna selvatica, le buone pratiche igienico sanitarie post abbattimento e le modifiche nella percezione del valore delle carni di selvaggina, la filiera della selvaggina cacciata con particolare riferimento al cinghiale, risultati esposti da Maria Luisa Zanni, Marco Ferri e Roberto Barbani;
-     le esperienze del Parco dei Monti Sibillini e del Parco del Gran Sasso e Monti della Laga: la gestione del cinghiale in area protetta, illustrate da Franco Perco e Federico Striglione;
-     il piano quinquennale di gestione del cinghiale nella provincia di Pescara a cura di Franco Recchia.
Dagli interventi svolti nella sessione pomeridiana è emersa una sostanziale condivisione delle analisi e delle proposte avanzate dalla CIA d’Abruzzo.

Dall’Assessore regionale all’Agricoltura, Dino Pepe, dal Presidente del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, Antonio Carrara, dal rappresentante delle Associazioni ambientaliste abruzzesi, Giuseppe Di Marco, dal rappresentante dell’ANCI Abruzzo, Simone Angelucci, dal Presidente nazionale dell’ARCI Caccia, Osvaldo Veneziano, è stata espressa la volontà e la disponibilità  a lavorare insieme.

La giornata seminariale, come hanno sottolineato i Presidenti Di Zio e Scanavino, per la CIA non è un punto d’arrivo ma rappresenta un avvio, l’inaugurazione di un nuovo metodo di lavoro che, partendo dalle disponibilità manifestate e facendo tesoro di quanto emerso dall’iniziativa, produca e concretizzi, con il contributo di tutti, i risultati attesi.

Nuovo percorso che, ad ognuna delle parti interessate, richiede senso di responsabilità, grande disponibilità a giocare in squadra e non isolatamente e la consapevolezza di dover rinunciare agli arroccamenti, agli opportunismi ed ai privilegi.

N.B. - In allegato la presentazione di Mauro Di Zio, Presidente CIA Abruzzo


Allegato: Apri allegato da qui

News pubblicata da: regionale

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