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La mobilitazione nazionale di Agrinsieme contro l’Imu

La mobilitazione nazionale di Agrinsieme contro l’Imu



Dopo le numerose iniziative che si sono svolte su tutto il territorio (in Abruzzo il 23 febbraio scorso) per esprimere la contrarietà  degli agricoltori nei confronti di un’imposta ingiusta come l’IMU, iniqua e trattata in modo schizofrenico dal governo, Agrinsieme il 31 marzo terrà appositi presidi a Roma. In preparazione di ciò, il 25 marzo ci sarà l’incontro di una delegazione di Agrinsieme con la Conferenza Stato-Regioni: una scelta determinata dall’anticipo della riunione dell’organismo e dalla disponibilità del presidente Sergio Chiamparino di ricevere nell’occasione i rappresentanti del coordinamento tra Cia, Confagricoltura e Alleanza delle cooperative agroalimentari. Dopo l’approvazione in Senato, il dl 4/2015 sull’Imu agricola è passato all’esame di Montecitorio: respinti tutti gli emendamenti, sono stati però approvati gli ordini del giorno relativi ai terreni colpiti da fitopatologie e da bonificare che saranno in qualche modo, attraverso una detrazione fiscale, sgravati dall’Imu, oltre agli odg sulla posticipazione del pagamento e sulla revisione di tutta la normativa e del catasto dei terreni e per i criteri dei comuni Unesco. Approvato anche un ordine del giorno che chiede l’istituzione di un tavolo sulla fiscalità in agricoltura da affrontare nell’immediato. Nella sostanza, quindi, quasi tutto, insomma, resta com’era; nei Comuni classificati come «montani» l’Imu non mette piede, in quelli «parzialmente montani» esclude solo i terreni posseduti da coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali, mentre nei «non montani» ha un’applicazione generalizzata. Secondo Agrinsieme il sì della Camera è un nuovo grave segnale di disattenzione nei confronti dell’agricoltura italiana. Anche per questa ragione la Cia, singolarmente e con Agrinsieme, non ha ritenuto di dover fermare la mobilitazione sul territorio. E’ molto importante portare ai massimi livelli istituzionali tale mobilitazione, per cui si è deciso che il 31 marzo saranno attivati tre presidi: presso la Camera, presso il Ministero dell’Economia e presso il Ministero dell’Agricoltura, nonché incontri con Ministri e parlamentari per discutere dei problemi che affliggono il comparto, a partire proprio dalla necessità di mantenere aperto un tavolo che riveda in modo serio e coordinato il tema della fiscalità in agricoltura.


News pubblicata da: regionale

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