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"Officinali, Mellifere, Canapa: profumo di domani"

Donne in Campo-Cia: per il rilancio dopo il sisma occorre puntare sul "boom" di canapa e piante officinali

L’Associazione Donne in Campo della Cia ha svolto un’importante iniziativa a L’Aquila, presso il Palazzo Fibbioni, dal titolo "Officinali, Mellifere, Canapa: profumo di domani". Alla presenza di una folta platea di imprenditrici agricole e di rappresentanti di vari settori economici, ha dato il via ai lavori la Presidente di Donne in Campo d’Abruzzo, Domenica Trovarelli, con un intervento cui ha fatto seguito il saluto del Presidente regionale della Cia, Mauro Di Zio. Si è partiti dalla premessa irrinunciabile che la rinascita del Centro Italia debba passare per l'agricoltura, cogliendo al meglio le opportunità offerte dai comparti in crescita; innanzitutto la canapa, che in soli tre anni è riuscita a vedere triplicate le superfici dedicate (da 950 a quasi 3.000 ettari), e le piante aromatiche, sia medicinali che da condimento, i cui ettari sono cresciuti oltre il 60% (da 4.410 a 7.190), con quasi 3 mila aziende occupate. Analizzando i vari usi di questo tipo di coltivazioni - alimentari, cosmetici, abbigliamento, edilizia verde - risulta evidente come esse stiano vivendo un vera e propria rivalutazione. L’importante appuntamento aquilano - cui è intervenuto l’Assessore regionale all’Agricoltura, Dino Pepe - oltre che spiegare numeri e opportunità di mercato che ruotano intorno a queste coltivazioni, ha voluto anche rimarcare la solidarietà e la vicinanza della Confederazione alle popolazioni colpite dal sisma, in un'ottica di ricostruzione e di rilancio economico in zone a forte vocazione rurale come Abruzzo, Marche, Lazio e Umbria. In tal senso - hanno sottolineato le Donne in Campo della Cia - la canapa rappresenta un'occasione unica per i territori, giacché da un lato contribuisce a ridurre il consumo di suolo, a diserbare i terreni e a bonificarli dai metalli, mentre dall'altro rappresenta una produzione versatile grazie ai suoi mille impieghi. In campo alimentare: dalla pasta al pane e alla farina senza glutine, all'olio ricco di Omega 3 e dalle spiccate proprietà antiossidanti e antinfiammatorie; nel settore abbigliamento e arredamento: tessuti resistenti e green perfetti per maglie, vestiti, borse, tappeti, sacchi, corde, teloni e imbottiture per materassi. Inoltre dalla canapa si ottengono mattoni ecologici da usare nella bioedilizia e pellet per il riscaldamento delle case, senza dimenticare gli utilizzi per detersivi, tinte e colori, solventi e inchiostri. Si è dato risalto all’importanza dell'entrata in vigore della legge 242/2016 sulle "Disposizioni per la promozione della coltivazione e della filiera agroindustriale della canapa", mirata proprio al rilancio di un settore che fino a metà del secolo scorso in Italia era trainante, tanto da farne il Paese secondo produttore mondiale di canapa, dietro soltanto all'Unione Sovietica con 100.000 ettari seminati e un milione di quintali prodotti. Per quanto riguarda le piante officinali, esse offrono altrettante possibilità di sviluppo; anice, aloe, camomilla, calendula, cumino, gelsomino, genziana, lavanda, liquirizia, maggiorana, menta, melissa, mughetto, rosmarino, piretro, salvia, valeriana, zafferano, ad oggi fanno registrare un largo e crescente consumo da parte dell'industria farmaceutica, erboristica, alimentare, liquoristica, cosmetica. L’Associazione Donne in Campo ha insistito sul fatto che, nonostante tutti questi dati favorevoli abbiano portato ad un aumento del 34% di aziende produttrici (oggi se ne contano 2940), di cui quasi la metà biologiche (41%), la produzione italiana di piante aromatiche, medicinali e da condimento non cresce ancora abbastanza e riesce a far fronte al fabbisogno nazionale soltanto per il 30%. La Presidente nazionale di Donne in Campo, Mara Longhin, ha rimarcato che queste coltivazioni “sono un buon punto da cui ripartire nei territori devastati dal sisma, perché è a questi luoghi che siamo vicini ed è da questi luoghi che vogliamo immaginare insieme un futuro che veda protagonista la nostra agricoltura". Per tutte queste ragioni il Presidente nazionale della Cia, Dino Scanavino, concludendo i lavori ha ribadito che "Il potenziale agricolo è altissimo e costituisce qualcosa di più di una speranza; si tratta di un'opportunità per molti agricoltori, in primis delle zone terremotate, anche per soddisfare i bisogni crescenti dei consumatori che vanno verso i prodotti naturali e biologici e sono sempre più attenti all'impatto ambientale e all'ecosostenibilità".


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