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IL DANNO E LA BEFFA DELL’IMU AGRICOLA

IL DANNO E LA BEFFA DELL’IMU AGRICOLA

Sconcerto della Cia d’Abruzzo

Con la mancata proroga della sospensione dell’efficacia del decreto del 28/11/2014 che aveva stabilito i criteri per il pagamento dell’IMU per i terreni agricoli montani e collinari, il TAR del Lazio che ha rinviato ad altra seduta la trattazione nel merito del provvedimento, ha, pur ribadendo l’irragionevolezza dei criteri adottati, nei fatti confermato gli stessi e la scadenza del pagamento al 26 gennaio 2015. Data, però, incerta in quanto lo stesso TAR ha in calendario per il 4 Febbraio 2015, dopo la scadenza attuale per il versamento, la discussione su un altro ricorso sullo stesso argomento per il quale resta in vigore la sospensiva.Siamo in presenza di un ulteriore pasticcio italiano che, oltre alla beffa per il criterio impositivo stabilito, crea confusione, mancanza di certezze e tempi ristrettissimi, poche ore, per l’adempimento in palese contrasto con i principi di tutela previsti dallo Statuto del Contribuente.In questo contesto, nonostante pressioni e sollecitazioni, brillano l’assenza ed il silenzio del governo chiamato alla revisione dei criteri di un tributo che le Organizzazioni Agricole, l’ANCI e la stessa politica hanno definito iniquo e vessatorio.La CIA d’Abruzzo, in perfetta sintonia con le azioni e le prese di posizione sia della propria organizzazione nazionale che di Agrinsieme – il coordinamento tra CIA, Confagricoltura e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari -, esprime disappunto e sconcerto per una vicenda che, ancora una volta, dimostra sottovalutazione e indifferenza nei confronti dell’agricoltura, settore fondamentale per lo sviluppo economi co e sociale dell’intero paese.La CIA d’Abruzzo sottolinea che con la nuova imposizione l’agricoltura è chiamata a farsi carico dei 350 milioni mancanti, per la copertura del bonus IRPEF, tagliati ai comuni e che gli stessi dovranno recuperare con l’IMU. Decisione difficile da comprendere in quanto pesa sull’agricoltura di aree marginali, già fortemente colpita da crisi e ripetute calamità, imponendole di contribuire sulla base del criterio altimetrico del centro urbano.Questa nuova classificazione, ad avviso della CIA d’Abruzzo, penalizza gran parte del territorio abruzzese che passa dall’esenzione, prevista dalla precedente normativa, alla tassazione.La CIA d’Abruzzo rinnova, pertanto, l’invito al Governo per l’immediata proroga della scadenza del pagamento e per un’urgente riconsiderazione complessiva dei criteri di esenzione per i terreni agricoli delle zone montane e collinari.La CIA d’Abruzzo rivolge, infine, un appello alle Istituzioni regionali affinché si facciano carico, in tutte le sedi competenti, di azioni proposte ed iniziative per la difesa dell’agricoltura e del territorio di vaste aree della nostra regione.



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