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Il sostegno al sistema rurale del “cratere” tra le priorità per lo sviluppo economico dell’Abruzzo.

Il sostegno al sistema rurale del “cratere” tra le priorità per lo sviluppo economico dell’Abruzzo.



“Riparare ad un trattamento differenziato ed ingiustificato”. Con questa motivazione il Presidente della Giunta regionale d’Abruzzo, Gianni Chiodi, ha sottoposto all’attenzione del ministro Fabrizio Barca, in occasione dell’incontro con il Patto per lo Sviluppo dell’Abruzzo, la richiesta di sostegno al sistema rurale nell’area del cratere.
Detta richiesta, proposta dalle Organizzazioni Professionali Agricole e condivisa dall’intera compagine del Patto (organizzazioni del lavoro autonomo e dipendente, Governo regionale, forze politiche di maggioranza ed opposizione), è ricompresa nel “Documento Programmatico Unitario” sottoposto all’attenzione del ministro per la coesione territoriale.
Domenico Falcone, Presidente della CIA d’Abruzzo, nell’apprezzare l’attenzione e la sensibilità del Patto nei confronti delle problematiche delle imprese agricole del cratere e la conseguente condivisione di fare di questo argomento uno dei punti di forza per lo sviluppo economico dell’Abruzzo, evidenzia la necessità di dare continuità alle azioni nei confronti del Governo nazionale per la positiva e sollecita definizione di un problema che si trascina da tre anni.
Falcone, nel ricordare che il terremoto del 6 Aprile 2009 ha causato gravissimi danni alle imprese agricole ricadenti nel cratere (distruzione e crolli di stalle, laboratori di trasformazione, punti vendita, rimesse, fienili, magazzini), evidenzia che con l’aiuto di Stato N° 459/A/2009 e con l’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri N° 3959 del 10 Agosto 2010 tutti i settori produttivi, ad eccezione di quello agricolo, sono stati oggetto di risarcimento.
Il settore agricolo è stato escluso in quanto lo strumento risarcitorio era stato individuato nel Piano di Sviluppo Rurale della Regione Abruzzo attraverso la specifica misura 1.2.6. “Ripristino del potenziale produttivo danneggiato da calamità naturali”.
All’epoca questa misura non disponeva di risorse finanziarie ma poteva contare sulla solidarietà manifestata, all’indomani del terremoto, da tutte le regioni italiane che, attraverso la Conferenza Stato-Regioni, si erano impegnate a riversare sul PSR Abruzzo la somma di 100 milioni da destinare alla ricostruzione delle strutture agricole. Vanificata questa opportunità a causa della mancata concretizzazione dell’impegno, la Regione Abruzzo, con una rimodulazione del proprio PSR, è riuscita a reperire risorse per 4.372.000 euro e ad attivare la misura per il ripristino delle strutture. Questa cifra si è dimostrata insufficiente per far fronte alle richieste presentate dalle aziende agricole danneggiate. Da ciò la necessità di un intervento finanziario dello Stato, quantificato in 15 milioni, da destinare alle imprese agricole danneggiate e da utilizzare attraverso la misura 1.2.6. del PSR abruzzese. Di questa esigenza erano già stati interessati il Presidente del Consiglio Monti, il ministro delle politiche agricole ed il Capo Dipartimento della Protezione Civile.
La sua riproposizione al ministro Barca da parte dell’intero “Patto per lo sviluppo” rappresenta, ad avviso della CIA, un notevole passo avanti in quanto da problema settoriale è diventata una questione di interesse generale per la collettività abruzzese.
La CIA d’Abruzzo, nel prendere atto dell’impegno assunto dal ministro, auspica un’immediata soluzione con la quale, oltre a porre rimedio ad una discriminazione, si potrà rilanciare l’economia agricola di una vasta area, rafforzare la coesione sociale e dare un segnale di concreta attenzione nei confronti di un territorio e di un’economia che faticosamente operano ed aspirano al ritorno alla normalità.



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